di Mochizuki Minetaro

by Karini

Titolo originale: DragonHead
Provenienza: Giappone
Pubblicazione originale: Pubblicato su Young Magazine (Yanmaga KC Special) e quindi raccolto in 7 volumi. Ancora in fase di pubblicazione, ma in dirittura d'arrivo.
Edizione italiana: presto disponibile in Italia su albi Phoenix.


Dragonhead

Se qualcuno fra voi è solito spendere parecchio tempo nella lettura di opere di fantasia, siano esse riguardanti fantascienza o mondi del fantastico, si sarà già accorto come, ogni giorno di più, sia difficile reperire nuovo materiale di buon livello. Una volta passati a rastrello tutti i più importanti autori, il rischio di rimanere privati di interessanti letture è molto alto. Allora è facile affidarsi al consiglio di qualche buon amico nella speranza di trovare, in mezzo al nugolo di scrittori sconosciuti, qualche gemma preziosa. Nel variegato mondo dei manga la Phoenix ha trovato per noi una di queste gemme: Dragon Head.

Dragonhead

Questa è una storia intensa e cupa. Per buona parte del suo inizio passerete il tempo a cercare di capire cosa sia accaduto, trovando solo false verità o mezze risposte in un clima che definire claustrofobico sarebbe riduttivo. La narrazione comincia con il risveglio del nostro protagonista, Teru, per il momento impossibilitato a vedere qualcosa ma attirato dal debole ronzio di una radio che suona in lontananza. Non appena abituati all'oscurità, però, quelle che si parano davanti ai suoi occhi sono le chiare conseguenze del deragliamento dello Shikansen (velocissimo treno giapponese). Teru può cosi realizzare immediatamente che tutti intorno a lui sono deceduti e il treno è diventato il luogo di una spaventosa carneficina. Mentre le sue grida di soccorso si perdono vanamente nel vuoto, il ragazzo cerca di ricordare le ultime cose prima che l'oscurità velasse i suoi occhi. Lui e la sua classe, infatti, stavano tornando a casa dopo una gita scolastica, e Teru aveva appena preso a prestito un CD da un suo amico e stava ritornando al suo posto quando vide qualcosa di sorprendente fuori dal finestrino. Subito dopo, il treno imboccava un tunnel. Vi fu un forte fragore... poi l'oscurità.
Teru ritorna così lentamente alla coscienza, riuscendo poi a districarsi fra le lamiere che circondano il suo sedile... e immediatamente incespica sul corpo senza vita di un suo compagno. Dragonhead Trovando un accendino nello zaino del suo ormai "ex" professore, Teru riesce finalmente a mettere a fuoco l'entità del disastro: ogni vagone è una massa contorta di lamiere e di corpi dilaniati dalle schegge dei vetri. Dopo alcuni minuti di spettacolo raccapricciante il ragazzo raggiunge infine la cabina di comando, riuscendo a recuperare una torcia: può così cominciare la sua investigazione fuori dal treno nella concomitante speranza di chiarire la vicenda e di trovare l'uscita del tunnel per cercare aiuti. Tuttavia il suo incubo è ben lungi dall'essere terminato. Il treno è completamente sigillato all'interno della galleria, interamente crollata a causa della collisione del convoglio con le pareti.
Teru decide allora di ritornare all'interno del treno devastato, e inizia a pensare malinconicamente a casa sua, ai suoi amici perduti quando, a un tratto, gli sembra di udire una voce in lontananza. Tentando di raggiungere il richiamo, il giovane incappa in un'altra tragica sorpresa: una ragazza semi-cosciente si avvinghia tenacemente alla sua vita. La giovane, di nome Nobuo, aveva seguito il fascio di luce prodotto dalla sua torcia. Mentre Teru è ovviamente felice di non essere il solo essere vivente in quell'inferno, Nobuo sembra quasi spaventata dall'aver trovato una persona reale, al di là della spettrale e incorporea voce che riecheggia lungo i vagoni distrutti...

Così la storia comincia. Immediatamente la definirete un vero incubo... e in effetti il prosieguo della vicenda sembrerebbe confermare la prima impressione. Le cause del disastro rimarranno ignote per lungo tempo, e molti interrogativi affolleranno la mente dei protagonisti. Dragonhead Ad esempio, perché i due ragazzi continuano a lamentarsi e a sudare abbondantemente per l'eccessivo calore che ristagna nel tunnel? La mancanza di ossigeno non sembra, col proseguire della lettura, un'ipotesi attendibile...
La narrazione continuerà fra simili inquietudini. Presto Teru e Nobuo saranno costretti ad andare oltre alla semplice ricerca della sopravvivenza; fitti misteri minacciano si soffocarli ancora prima del caldo stordente del tunnel... e l'oscurità sembra inghiottire ogni respiro, mentre ogni battito di ciglia è sospeso nel silenzio e quel parassita chiamato "impalpabile paura dell'ignoto" corre lungo la spina dorsale in un modo degno di un romanzo lovecraftiano, minacciando di non abbandonare molto presto tanto i protagonisti quanto i lettori.

Lo stile di disegno si attesta su livelli eccellenti. I personaggi in primo piano sono rappresentati con linee delicate ma molto solide, e con gran dovizia di particolari nei volti e nei corpi. Anche gli sfondi sono molto buoni, sebbene talvolta tendano a confondersi a causa dello stile di tratteggio similare a quello delle figure umane. Le copertine sono ottime e particolarmente d'impatto. Una storia che si appresta forse a diventare un classico, anche grazie alla sapiente caratterizzazione psicologica di ciascun protagonista.
Consigliato. Assolutamente.



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