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Kiseiju, l'ospite indesiderato
di Hitoshi Iwaaki

by Karini

Titolo originale: Kiseiju
Provenienza: Giappone
Pubblicazione originale: serializzato sulle pagine di Comics Afternoon (Kodansha) dal 1990 al 1995 . Poi raccolto in 10 volumi.
Edizione italiana: pubblicato da Phoenix su volumi identici agli originali
Reperibilità: è disponibile, attualmente, solo il primo volume dei dieci previsti.
Prezzo: 8.900 lire per il primo volume pubblicato


Kiseiju, l'ospite indesiderato

Un giorno, qualcuno sulla terra ha pensato ... "se la popolazione venisse dimezzata si potrebbe bruciare qualche foresta di meno ..."
Un giorno, qualcuno sulla terra ha pensato ... "se la popolazione del mondo fosse un centesimo di quella attuale, anche la quantità di veleni scaricata nell'ambiente potrebbe essere cento volte inferiore ..."
Un giorno, qualcuno ha pensato di dare un futuro alla terra e alle sue creature ...

Vi siete già fatti un'idea di quello che vi aspetta leggendo Kiseiju? Bene, scordatevela. Ho sempre pensato che la maggior dote per un fumetto che aspiri ad essere ricordato, sia quello di spiazzare un attento lettore ... e questo lo fa signori, eccome se lo fa ...

Leggendo le prime righe di presentazione i più potrebbero aver pensato ad un altro, noiosissimo, sermone ecologico che si dipana troppo a lungo su vuote morali, imbruttito, con copiosi spargimenti di sangue, da un imprecisato nugolo di mostri che passano il loro tempo a tagliuzzare ogni umano a loro tiro nel tentativo di rendere la Terra un posto più divertente (per loro ...). Trama scontata, personaggi scontati, finale scontato ... la copertina del primo volume, grezza e allucinata, tenderebbe a confermare questa opinione.

Fortunatamente, questo non è il nostro caso. Kiseiju è una di quelle rare storie che parte subito con intensi picchi narrativi e, nel suo svolgersi, non solo riesce brillantemente a mantenere questa intensità, ma anche a sviluppare su essa il susseguirsi degli avvenimenti che raggiungono il loro epilogo con il decimo volume. Sorprendentemente veloce, il manga introduce subito molti dei suoi elementi chiave; questi non smorzano però l'interesse orbitante intorno alla vicenda, anzi contribuiscono ad accrescere quel senso di incertezza che da solo, come nei migliori romanzi horror, contribuisce ad introdurre nel lettore un avvincente senso di inquietudine.

Kiseiju, l'ospite indesiderato

La storia inizia subito in modo atipico ma interessante, evitando di indugiare su inutili cronache quotidiane per raggiungere immediatamente il perno delle future vicende: l'arrivo degli ospiti indesiderati. In un periodo identificabile, presumibilmente, con il nostro presente, un imprecisato numero di piccole sfere, approssimativamente della grandezza di una pallina da tennis, cadono sulla terra. Non ci è dato di sapere di più, per il momento, delle loro origini andando a costituire questo il principale segreto della storia, anche se, nel proseguo della narrazione, non verranno rifiutati al lettore alcuni piccoli indizi sul loro avvento.

Dopo l'atterraggio, le sfere si frantumano come uova e dal loro interno fuoriescono strani esseri, buffamente somiglianti a piccoli serpenti provvisti di una bizzarra trivella al termine della coda. Ben presto viene chiarita la presenza di questo ameno attrezzo: il parassita, grazie ad esso, penetra attraverso il corpo di qualsiasi essere vivente ... se riesce a raggiungere la scatola cranica ne divora il contenuto e prende possesso dell'essere che lo "ospita", sostituendosi a lui e maggiorandolo di una nuova facoltà, il poter mutare in qualsiasi forma desiderata.

Shinichi Izumi è, probabilmente, l'eroe più scalcinato su cui i suoi simili potessero contare: debole e svogliato allievo della scuola superiore, non sembra certo avere il carisma di molti altri personaggi incontrati in altri fumetti. Nel suo caso il parassita, trovandosi la strada per le orecchie sbarrata da due cuffie per Walkman, tenta di raggiungere il cervello introducendosi nel naso. Questo provoca l'improvviso risveglio del ragazzo, tranquillamente addormentato sino a quel punto, che, starnutendo, afferra l'intruso e lo scaglia lontano da sé. Dopo un breve scontro, il parassita riesce a penetrare nella mano del ragazzo e a scomparire misteriosamente come un incubo al risveglio. Presto si scopre la verità: questo parassita ha mangiato e sostituito il braccio di Shinichi.

Come già ampiamente descritto, queste creature sono notevolmente insolite. Hanno un totale controllo delle loro cellule, possono modellarsi in qualsiasi forma, assumere sembianze di altri umani o trasformarsi in sinistre lame taglienti come rasoi e saettanti a velocità inusitate per l'occhio umano. Ma qual' è il loro scopo? Malgrado la loro fantastica (e fagocitante ...) intelligenza, sono guidati da quel che Mancy (il nome del parassita che assume il controllo del braccio di Shinichi) chiama un istinto, un programma: devono usare come fonte di alimentazione il corpo della creatura di cui hanno assunto il controllo. Per adempiere a questo programma le inquietanti creature operano in modo molto violento e raccapricciante che porta ben presto al ritrovamento di cadaveri misteriosamente ridotti alle sembianze di carne tritata.

Shinichi, dal canto suo, deve imparare a trattare con il nuovo socio con cui, volente o nolente, condivide il corpo: Mancy, infatti, non essendo riuscito a giungere al cervello, non ha potuto sostituirsi al ragazzo ed è costretto a vivere nel suo braccio cibandosi del nutrimento che attinge dal suo sangue. Ciò forza il giovane e Mancy a combattere per le loro vite poiché, ogni volta che vengono a contatto con un altro kiseiju, questo tende a considerarli una minaccia per la sua esistenza e cerca di eliminarli.

Kiseiju non è una storia tutta sangue e azione ... riesce a raggiungere vette di sensibilità invidiabili e quando Hitoshi Iwaaki, valente disegnatore della serie, vuole trasmettere al lettore un sentimento ... bè, state sicuri che vi riesce. Iwaaki non è certo un mangaka appariscente, il suo stile è, anzi, abbastanza essenziale ma questa, a mio parere, è stata la fortuna del manga: eliminati tutti i fronzoli, rimane una storia vera al nudo dei sentimenti che esprime. E' quasi commovente, in fondo, osservare il rapporto che si evolve fra Shinichi e il suo parassita e, quest'ultimo, prima freddo e calcolatore, ora si stupisce nel vedere come molte cose del comportamento umano sfuggano alla sua comprensione. La stessa caratteristica umana, di mettersi sempre in discussione, di insicurezza sul domani, lo porta a riflettere inaspettatamente sulle origini della sua strana vita, sulla funzione della sua creazione.

Shinichi, dal canto suo, rimane spiazzato dall'insensibile e calcolata metodologia dei parassiti e inorridisce al loro istinto di morte che li porta a divorare essere umani.
Sono degli abomini in fondo, delle bestie! Ma proprio qui, inaspettatamente, Iwaaki mette in bocca all'alieno una considerazione che è destinata a far vacillare l'orgoglio umano del ragazzo: i parassiti, nel soddisfare il loro desiderio di fame, aggrediscono solo una specie e lo fanno senza mascherare i loro naturali istinti di sopravvivenza. Cosa che gli umani non fanno, sterminando intere razze di animali e arrivando anche ad uccidersi fra loro per futili motivi ... Che sia l'uomo la vera bestia?

Ed ecco che quel sinistro senso di angoscia torna ad impadronirsi del lettore.



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