Asterix di RenÚ Goscinny e Albert Uderzo

Uderzo/Dargaud: La Zizzania.

Quel 9 settembre 1998 i giornalisti hanno trovato facilmente il titolo: "Il cielo è caduto sulla testa delle Edizioni Dargaud". Dopo un processo a ripetizione, l'editore di Asterix ha perso tutti i diritti sul remunerativo gallo.
Quel mercoledì 9 settembre, la corte di appello di Parigi ha tolto i diritti d'uso delle avventure di Asterix alle Edizioni Dargaud, alla conclusione di un processo che durava da otto anni, dopo una contestazione di Uderzo sul calcolo dei diritti d'autore da parte delle filiali spagnole e tedesche della Dargaud per i primi 24 albi della serie. Gli albi successivi sono stati firmati dal solo Uderzo, e sono stati pubblicati, dopo la morte di Goscinny nel 1977, dalle Edizioni Albert-René. La corte d'appello ha così confermato la sentenza data il 15 dicembre 1993 dal tribunale di maggior istanza di Parigi (ricordiamo che Uderzo aveva perso nel primo appello, e minacciato allora di smettere la pubblicazione di Asterix) e ha condannato la Dargaud a pagare 5,5 milioni di franchi francesi di danni per interessi ad Albert Uderzo. Secondo la corte, presieduta dal giudice Bruno Boval, "Dargaud non ha, nella negoziazione dei diritti all'estero, riservato gli interessi di cui gli autori gli avevano affidato la riscossione". Prosegue dicendo che Dargaud, al contrario, "ha fatto in modo di firmare dei contratti passati con i suoi partners stranieri, con profitti illegittimi, ricavandone, all'insaputa degli autori, e conservando da sola, dei pagamenti che non sembrano aver avuto altra causa che la cessione dei diritti d'edizione", il che costituisce una mancanza "di buona fede nell'esecuzione dei contratti (..) manifestamente incompatibile con il mantenimento del rapporto di fiducia che deve essere alla base di un contratto di edizioni".
Asterix per la Dargaud rappresenta 25 albi best-sellers, 1.5 milioni di esemplari venduti all'anno, 60.000 esemplari per titolo ogni anno, dal 35 al 40% del fatturato, l'80% del suo margine di profitti lordo, 1500 contratti di edizioni internazionali, un milione di album in magazzino, decine di migliaia di pellicole e fotografie archiviate.
All'origine, nel 1990, il processo era stato portato avanti non solo dal disegnatore Uderzo, ma anche dall'erede di RenÚ Goscinny, sua figlia Anne. Entrambi hanno reputato che Dargaud, creando delle filiali straniere per lo sfruttamento di Asterix, avevano ridotto artificialmente il piatto dei diritti d'autore ed essi reclamano la rescissione dei contratti e diversi milioni di franchi per il diritto d'autore. I contestatori avevano ottenuto la vittoria della causa nel 1993 davanti al tribunale, ma la corte d'appello aveva invalidato tale sentenza il primo giugno 1994. Questa decisone è stata portata in giudizio di nuovo il 15 ottobre 1996, ed è stato rigiudicato da altri magistrati della corte di appello di Parigi. Nel frattempo, la signorina Goscinny, che ottenne gli interessi per il danno in prima istanza, come Uderzo, rinuncia alla causa, e abbandona la procedura giudiziaria. Essa si augurava ormai che Dargaud restasse l'editore delle opere di suo padre. Il suo avvocato, M. Bernard Jouanneau, indicò in maggio che non si trattava per lei di una questione di soldi, poiché non aveva alcun interesse finanziario presso Dargaud, ma principalmente di ricordare suo padre e il ruolo che egli ha avuto presso Dargaud.
Claude de Saint-Vincent, presidente e direttore generale della Dargaud, che riuscì a raddrizzare la casa di edizioni dopo la dilapidazione da parte del gruppo Ampére a metà degli anni '80, incassa male il colpo ("Poliziotti o banchieri possono ritrovarsi in prigione, quando i magistrati possono fare prova impunemente di una irresponsabilità grave", insorge presso il nostro collaboratore Fabrice Piault), e si va in cassazione. Secondo l'AFP [l'agenzia di stampa francese, N.d.R.], le sentenze civili della corte d'appello erano esecutive, anche quando si fosse passati in cassazione; la signorina Goscinny e il signor Uderzo devono adesso decidere chi pubblicherà Asterix, un best seller delle edizioni francesi. Una scelta che va senza dubbio di nuovo a regolarsi grazie all'intervento degli avvocati. In fatti, Anne Goscinny non è affatto soddisfatta del calcolo degli interessi derivati da Asterix, che risultano dallo sfruttamento del personaggio al cinema, in un parco di divertimenti, in gadgets, in cartoni animati, ecc. Quando possiede il 50% dei diritti sugli albi Dargaud (25% per quelli pubblicati dalle edizioni Albert-René), il disegnatore manager non le lascia che il 20% sui mirabolanti diritti derivanti dallo sfruttamento del più celebre personaggio dei fumetti europeo (e il cui successo è indubbiamente dovuto al talento dello sceneggiatore, suo padre, poiché Uderzo ha largamente provato, da allora, la sua incapacità di creare un solo albo degno di questo nome).
"Nel pronunciare, questo mercoledì 9 settembre 1998, lo scioglimento dei contratti fra gli autori di Asterix e l'editore Dargaud, la prima camera della Corte di Appello di Parigi ha preso una decisione sorprendente e drammatica per l'editore. In questo litigio vecchio già di otto anni, il sig. Uderzo contestava la base della remunerazione sugli albi di Asterix venduti all'estero nel corso degli anni 1985-1990. Questo nuovo giudizio prende in contropiede il precedente giudizio del 18 giugno 1994 della quarta camera della stessa corte di appello che stabilì rigorosamente che l'editore aveva scrupolosamente adempiuto a tutte le sue obbligazioni di conteggi e di pagamento nei confronti degli autori. Una tale decisione è estremamente brutale e totalmente sproporzionata rispetto ad un errore non dimostrato e che non riguarda altro che le relazioni contrattuali fra Dargaud e alcune delle sue filiali straniere senza influenzare in alcun modo il pagamento dei diritti d'autore. Questa decisione è particolarmente inesplicabile tenuto anche conto della posizione della signorina Goscinny, co-avente diritto alla parità con il sig. Uderzo e che si è opposta a qualsiasi cambiamento di editore." E' questo il giudizio dei legali della casa di edizioni su tutta la faccenda.

E Anne Goscinny? Nulla va più bene fra Anne, la figlia di RenÚ Goscinny e Albert Uderzo. Entrambi possiedono il 50% dei diritti sulla serie, ma non si accordano più da quando Uderzo ha continuato il suo processo contro Dargaud, a cui lei si è riavvicinata dopo diversi anni. Nonostante tutto é da pensare che si accorderanno presto sull'editore che riprenderà Asterix. E' fuori questione che siano le edizioni Albert-René che lo possa fare. Innanzitutto perché Uderzo non se lo augura (non ha la struttura capace di gestire un tale mammuth), ma anche perché Anne Goscinny non è per nulla d'accordo sulla parte di capitale che le ha accordato Uderzo sulla società: lei non possiede che il 20% dei diritti, il disegnatore si riserva i restanti 80. Lei pretende il 50%, una domanda giusta alla quale i tribunali hanno fino ad ora opposto un rifiuto ripetuto in prima istanza, in appello e in cassazione.

Asterix rappresenta oggi la pietra angolare dello sfruttamento della Dargaud il cui catalogo, oltre ad altri 1.200 titoli, è il fiore all'occhiello del fumetto francese. Editore di Asterix dal 1960, Dargaud, ma anche tutti i suoi partners e collaboratori (distributori, ecc.), rimetteranno in causa la loro struttura e il loro funzionamento. Le conseguenze di questa decisione saranno pesanti per quanto riguarda anche l'occupazione. Andranno ad incidere anche sulla creazione e la ricerca di giovani autori che saranno ineluttabilmente vittime della scomparsa del best-seller in catalogo della Dargaud. Questa giurisprudenza eclatante, che permette ad un autore di rescindere così facilmente dei contratti così vecchi, rende considerevolmente più fragile l'insieme delle edizioni francesi, in cui tutti i contratti sono redatti sullo stesso modello per quanto riguarda le cessioni di diritti all'estero. Dargaud intende ovviamente ricorrere alla Cassazione. Tenuto conto delle conseguenze drammatiche e irreparabili di questa sentenza, l'editore e il Sindacato Nazionale dell'Editore si augurano che la corte di cassazione possa studiare il caso con calma.

Le date fondamentali di un processo a singhiozzo.

16 luglio 1990.
In seguito alla richiesta di Albert Uderzo e di Gilberte Goscinny, la vedova di RenÚ Goscinny, di una richiesta di scioglimento dei contratti, un'ordinanza secondo un giudizio provvisorio per direttissima del Tribunale di Parigi ordina una perizia della gestione dei diritti stranieri di Asterix.

20 luglio 1992.
La perizia stima che la casa di edizioni ha dissimulato una parte dei profitti fatti all'estero, in particolare in Spagna e Germania.

15 dicembre 1993.
Il tribunale di maggiore istanza di Parigi condanna Dargaud a versare alla parte lesa 2.500.000 di franchi francesi di danni sugli interessi e rescindere i contratti degli albi Asterix.

1 giugno 1994.
Su richiesta della Dargaud, la corte di Appello di Parigi respinge la richiesta di Uderzo e Anne Goscinny, che si è sostituita nel frattempo a sua madre, deceduta il 3 febbraio, e li condanna a versare 50.000 franchi francesi all'editore.

15 ottobre 1996.
Dopo un ricorso depositato dal solo Uderzo (Anne Goscinny si è dissociata dalla protesta), la corte di cassazione cassa il giudizio della corte di appello.

13 maggio 1998.
Ritorno alla corte di appello di Parigi. La sentenza è annunciata per il 24 giugno. E' spostata al primo luglio, e poi rinviata ancora al 9 settembre.

9 settembre 1998.
Il giudizio di prima istanza è confermato. Dargaud perde i diritti su Asterix e deve versare 5.500.000 Franchi francesi di danni e interessi e 80.000 franchi di indennità complementare a Uderzo. L'editore ricorre in cassazione, una scelta che non sospende la decisione.

L'impero Uderzo.

Nato nel 1961, il primo albo di Asterix non fu un successo commerciale: fu stampato solo in 6.000 esemplari. Successivamente, la serie è stata tradotta in oltre 100 fra lingue e dialetti, significando circa 300 milioni di albi nel mondo, venduti dal 1961 al 1993, di cui 91 in lingua francese e 79 in tedesco.
Il penultimo albo, mediocre, "La galera di Obelix", pubblicato nel 1996, è stato stampato in 10 milioni di esemplari, di cui un quarto in Francia e altrettanti in Germania. E' Uderzo che amministra ormai questo impero, tramite le Edizioni Albert-René. A più di 70 anni, non deve più temere per il suo avvenire: la casa editrice realizza un giro d'affari di 145 milioni di Franchi francesi, il cui risultato netto è di 28 milioni. Il fumetto ne rappresenta solo una parte (ne pubblicava solo sei, prima della conclusione del processo). E' in effetti sull'insieme delle attività derivate che la sua società guadagna di più. La tribù di galli si trova dappertutto. In cartoni animati, videocassette, avvisi pubblicitari, su centinaia di oggetti differenti (200 licenziatari nel mondo hanno acquistato, a caro prezzo, il diritto di fabbricare degli oggetti di Asterix), in un parco di divertimenti, per non parlare dei prodotti derivati, come un adattamento radiofonico su France-Inter, dischi, cartoni animati (studi Belvision, Idefix, la Gaumont), e anche un adattamento teatrale realizzato da Jérôme Savary.
Il tutto genera una cifra d'affari stimata di 1 miliardo di Franchi francesi. E non sembra diminuire.

Il film.

Di Claude Zidi (lo specialista delle grandi produzioni umoristiche in stile francese), con le superstars del cinema blu-bianco-rosso, è il film più caro realizzato in lingua francese: oltre 275 milioni di franchi francesi. Ha già portato ad Anne Goscinny e ad Uderzo 8.000.000 di FF di diritti, che saranno completati dal 10% sugli incassi del film. In rapporto, "Asterix conquista l'America", che non fu proprio un vero successo artistico, aveva registrato un milione di ingressi in Francia e portato 9 milioni di franchi francesi di diritti. Il parco di divertimenti di Asterix, alle porte di Parigi, versa ogni anno il 3% della sua cifra di affari alle edizioni Albert-René (di cui Anne Goscinny, come abbiamo visto, non ne prende che un quinto), con un minimo di 11 milioni di franchi francesi. Quanto alle licenze, gli oggetti con l'effige di Asterix sono stati venduti per circa 500 milioni, portando 30 milioni solo di diritti d'autore. Le campagne pubblicitarie (Axa, Vivendi, Nutella, etc.), non hanno determinato, da sole, che 8 milioni di franchi francesi alle Edizioni Albert-René.

La verità secondo Uderzo.

Albert Uderzo si difende. Non parla volentieri con la stampa. Tranne che per le nostre conferenze con BoDoï [rivista di fumetti francese, N.d.R.]. Ma non del processo. Alcuni dei suoi interventi sembrano lasciar credere che il genitore di Asterix avesse non poche diatribe con il suo precedente editore.

Citazioni scelte.

"RenÚ Goscinny era già in conflitto con l'editore Dargaud riguardo ad un Lucky Luke pubblicato senza che alcun contratto fosse stato firmato. La reazione di René è stata brutale, poiché aveva fino a quel momento fiducia nel suo editore. Quest'uomo profondamente onesto ha accusato il colpo come una pugnalata alle spalle. Mi ha detto: 'Albert, voglio che ti fermi sulle tavole di "Asterix e i Belgi", non voglio che sia più pubblicato dalla Dargaud'. Ho rispettato queste volontà, e Dargaud mi ha fatto un processo. (..) E questo processo, cosa straordinaria, l'ho perso."

"In effetti sono un falso editore, poiché pubblico solo quello che produco, per evitare i problemi che ho avuto con... una certa casa di edizioni. Credo che qualsiasi editore avendo in mano un successo commerciale come quello di Asterix poteva separarsi, ed è quello che è successo con Dargaud. Si crede sempre che sia l'autore che impazzisce, ma vi assicuro che con René, avevamo perfettamente i piedi in terra, e non abbiamo mai preteso miracoli. Georges Dargaud, dal canto suo, mal sopportò il successo di Astérix: si è parlato di lui come fosse il Walt Disney francese. Addirittura a Chaban-Delmas, quando gli consegnò la Légion d'honneur [la più alta onorificenza francese, N.d.T.], disse che era lui il creatore di Asterix e quindi meritava tale onore! René ed io eravamo nella sala ad ascoltare, sbalorditi, come due coglioni..."

"Sono diventato editore per essere sicuro che il nostro personaggio fosse gestito nel modo migliore. Ho avuto ragione e vi spiego perché. Contattando i distributori per vendere il primo albo delle edizioni Albert-René che creai, mi è stato detto: 'Insomma, con voi andremo sul tranquillo, non ci farete mica ricatti'. Perché c'è stato un ricatto! Mi sono accorto che Dargaud, perché un distributore possa piazzare 50 Asterix, gli imponeva altri 50 titoli e li forzava alla vendita."

"Presso Dargaud non c'è mai stata la minima informazione promozionale. Un giorno gli ho perfino proposto di pagare io stesso la promozione del nostro nuovo album "Astérix in Iberia" se lui non lo voleva fare. Si è vergognato e ha messo a disposizione un piccolo budget. Leggerissimo: ho fatto un piccolo disegno di Asterix toreador per la stampa quotidiana, ma è stata l'unica volta."

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